Serie A, Bologna Inter - Le formazioni Tecnico: Icardi è 'serpentesco' e con Perisic sia leader

19 settembre 2017    20:42

Posted by Domenico Salvatore

 

La Serie A torna in campo con il primo turno infrasettimanale della stagione: si gioca stasera l'anticipo della 5/a giornata tra Bologna e Inter. Domani le altre partite con inizio sempre alle 20,45, eccetto Benevento-Roma alle ore 18.

BOLOGNA: DE MAIO CONVOCATO, SEMPRE FUORI KREJCI E MAIETTA Donadoni recupera De Maio, quantomeno inserito nella lista dei convocati. Sempre indisponibili, invece, Maietta e Krejci e oltre a loro anche Falletti, Torosidis, Keita e Avenatti. Gonzalez-Helander sembra la probabile coppia di centrali, mentre Palacio dovrebbe essere confermato in attacco, mentre per Destro si profila un posto in panchina. A centrocampo possibile un terzetto formato da Donsah, Poli e Taider.


INTER: TORNA SANTON E SPALLETTI ASPETTA CANCELO Tutti i giocatori dell'Inter impiegati a Crotone, nonostante i crampi, hanno recuperato e sono a disposizione di Luciano Spalletti per la trasferta di Bologna. La difesa sarà confermata, con l'unico dubbio sulla fascia sinistra dove Nagatomo può prendere il posto di Dalbert. Il terzino, secondo il tecnico nerazzurro, è stato troppo timoroso perché ligio alle sue richieste. A centrocampo Gagliardini potrebbe riposare in favore di Vecino, schierato al fianco di Borja Valero. Sulla trequarti Brozovic potrebbe sostituire Joao Mario. Poi confermati Candreva, Perisic e Icardi, unica punta. Tra i convocati torna Santon, recuperato, mentre per Cancelo bisognerà aspettare ancora ma Spalletti punta a riaverlo a disposizione prima del derby.

Le probabili formazioni 
Bologna (4-3-3): 83 Mirante, 4 Krafth, 18 Helander, 3 Gonzalez, 25 Masina, 8 Taider, 16 Poli, 77 Donsah, 9 Verdi, 24 Palacio, 14 Di Francesco. (1 Da Costa, 34 Ravaglia, 15 Mbaye, 13 Brignani, 5 Pulgar, 2 Nagy, 42 Frabotta, 12 Crisetig, 7 Petkovic, 10 Destro, 30 Okwonkwo). All.: Donadoni. Squalificati: nessuno. Diffidati: nessuno. Indisponibili: Avenatti, Falletti, Keita, Torosidis, Maietta, Krejci.
Inter (4-2-3-1): 1 Handanovic; 33 D’Ambrosio, 37 Skriniar, 25 Miranda, 29 Dalbert; 11 Vecino, 20 Borja Valero; 87 Candreva, 77 Brozovic, 44 Perisic; 9 Icardi (27 Padelli, 46 Berni, 13 Ranocchia, 21 Santon, 55 Nagatomo, 61 Vanheusden, 5 Gagliardini, 10 Joao Mario, 17 Karamoh, 23 Eder, 99 Pinamonti). All.: Spalletti. Squalificati: nessuno Diffidati: nessuno Indisponibili: 7 Cancelo
Arbitro: Di Bello di Brindisi
Quote Snai: 6.00; 4.25; 1.53.

Spalletti avverte, l'Inter non va con pilota automatico  - ''La squadra deve sapere che non siamo così collaudati da poter inserire il pilota automatico. Dobbiamo tracciare il percorso curva dopo curva e di curve, come quelle di sabato a Crotone, ne troveremo tante''. L'Inter per Luciano Spalletti è una macchina ancora da perfezionare. E' prima in classifica al fianco di Juve e Napoli ma il tecnico nerazzurro, alla vigilia della sfida contro il Bologna, spegne i facili entusiasmi, ammette che la strada è ancora lunga e chiede umiltà e massima concentrazione. ''Ho visto la partita col Napoli - spiega - il Bologna ha dimostrato una forza incredibile, è 'saltato addosso' alla squadra di Sarri. Nessuno regala la vittoria. Dobbiamo essere tignosi. Non si vive di rendita nel calcio''. A Bologna, dove l'Inter cerca di conquistare la quinta vittoria consecutiva per eguagliare la striscia positiva di Macini di due anni fa, i riflettori saranno puntati sulla coppia Perisic-Icardi. E secondo Spalletti il capitano nerazzurro già letale sotto porta ha ancora margini di miglioramento: ''Ha ancora margini di miglioramento. Dentro l'area di rigore è un giocatore quasi impossibile, è 'serpentesco' per dirlo con un riferimento allo stemma dell'Inter. Poi se viene a palleggiare qualche volta in più con i centrocampisti, può migliorare ancora''. Icardi come il 'biscione' dei Visconti che per decenni fu il simbolo dell'Inter. Un attaccante cinico e immarcabile ma che deve supportare maggiormente i compagni. ''Lui e Perisic devono stare dentro la squadra. Il leader - avverte l'allenatore - è quello che emerge quando ci sono difficoltà, non il giocatore che va a prendere titoli e premi''. Forse già un monito per ricordare che l'individualità non può prendere il sopravvento sul gruppo. ''In una partita - dice Spalletti - se viene a mancare il fuoriclasse è il gioco di squadra a permettere di conquistare la vittoria. E' questo che differenzia una grande squadra dalle altre''. L'Inter può contare su un calendario non complicato perché dopo il Bologna, affronterà Genoa e Benevento e può magari arrivare al derby del 15 ottobre a punteggio pieno. Vincere contro le 'piccole' è necessario per conquistare un posto nei primi quattro in classifica. ''Gli scontri diretti danno qualcosa in più sotto l'aspetto dell'entusiasmo. L'eccessiva euforia però - ammonisce il tecnico - fa perdere la misura, anche se la certezza in più che danno gli scontri diretti è importante''. Lo scorso anno l'Inter è caduta proprio nelle sfide più semplici, almeno sulla carta. Spalletti ne è consapevole, tanto da aver dichiarato con una battuta dopo la sfida di Crotone: ''A me quello che è successo l'anno scorso non è andato bene. Perché ero l'allenatore dell'Inter anche l'anno scorso''. Frase che chiarisce oggi. ''Volevo solo dire che è come se ci fossi stato io perché le partite me le sono studiate. Sono abituato a prendermi parte delle responsabilità e la sconfitta di Crotone della passata stagione la sento un po' anche mia. Poi c'è chi si è divertito a interpretare male questa affermazione''. Fonte Ansa