Melito Porto Salvo/Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde

15 maggio 2017    17:19

Posted by Domenico Salvatore

 

Per smentire  (o confermare) le notizie di stampa sul mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti ed i benefici di legge ai migrantes

MELITO PORTO SALVO/ LA CONFERENZA STAMPA DELLA DISCORDIA DEL SINDACO GIUSEPPE MEDURI

Domenico Salvatore

Una rara conferenza stampa a ‘Palazzo’? Nonostante il sindaco o chi per lui, abbia convocato solamente qualcheduno dei rappresentanti accreditati, i giornalisti delle testate, che sul territorio vanno per la maggiore, si sono regolarmente presentati.

Non c’è stato nessuno sabotaggio, né boicottaggio nei confronti degli amministratori.

Nei paraggi, anche gli assessori Maria Bruni, Mimmo Marcianò, Patrizia Crea ed il presidente del Consiglio Comunale, Fabiana Cuzzucoli.

Dunque la stampa non è ‘nemica’ del Comune, del Sindaco, degli assessori, dei consiglieri?

Favole, bufale, panzane, frottole, falsità ed inganni di mestatori, maneggioni, faccendieri e traffichini, avvezzi a pescare nel torbido!

Sempre pronti e disponibili, a seminare zizzania, discordia ed inimicizia.

Il Sindaco, insiste nell’affermare che la stampa ce l’abbia con lui; si è affannato a dirlo e ribadirlo; e non si lascia sfuggire occasione, per la recita a soggetto od a copione; ma non è così.

Non è stato e non lo sarà mai. La stampa, definita talora come ‘il cane da guardia della democrazia”, vuole solo esercitare e svolgere il suo ruolo di informazione, cultura, opinione, inchiesta.

Sempre alla ricerca della verità. In difesa dei poveri e dei deboli. Ma la verità a volte fa male.

Già, la stampa, scribacchini, pennivendoli, ficcanaso. Meglio… evitarla, impedirla, frenarla e bloccarla se non sabotarla, stravolgerla, boicottarla, deviarla.

Ad uso e consumo od immagine e somiglianza di chi la disprezza. Pater dimitte illis quia nesciunt quid faciunt.

Gesù nel suo discorso della montagna nei pressi di Cafarnao, disse ai suoi discepoli: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»

A fine conferenza stampa, il Sindaco ha voluto sincerarsi presso i competenti uffici del Palazzo, sulla veridicità delle nostre affermazioni. Per quel che serva…

Non abbiamo ragioni per ritenere che stesse recitando. E però, ha le sue riserve mentali sulla stampa. 

Eppure se la memoria non c’inganni, (memoria minuitur nisi eam exerceas) la stampa, lo ha difeso con i denti e con le unghie, Scripta manent, verba volant.

C’era anche Melitoonline a difendere la libertà di stampa. A tutelare, chi non aveva diritto di parola, come il consigliere di minoranza Giuseppe Salvatore Meduri. Vedere e rivedere articoli e video, prego.

Morale della favola, abbiamo fornito per le ‘centesima’, volta i nostri indirizzi, presso gli uffici competenti.

Ma non c’illudiamo, che posa bastare; che sia stata l’ultima.

L’ipotetico cambiamento di rotta, rispetto all’andazzo, non ci seduce.

Ogni volta,  va in onda la solita pantomima, sceneggiata, messa in scena e finzione.

E sperano di metterci nel sacco. Sono cinquant’anni che ci occupiamo di Palazzo San Giuseppe o Casa Rosada.

Per un quarto di secolo, abbiamo insegnato nelle scuole di questa città. Ai figli dei sindaci, poliziotti, carabinieri, finanzieri, primari ospedalieri, pezzi della società civile ecc.. Sanno tutto di noi, meglio dei servizi segreti.

Mezzo secolo di stampa. Ma quante volte, dobbiamo accreditarci e lasciare e rilasciare indirizzi, telefoni ecc.?

La stampa non  è amata da queste parti, lo abbiamo affermato e confermato più volte e sperimentato sulla nostra pelle.

Stampa dileggiata, schernita, derisa, motteggiata, disprezzata, denigrata, diffamata, calunniata, vilipesa e vilipendiata.

La macchina del fango contro i giornalisti, la gogna, il pubblico ludibrio o la berlina, sono la regola a turn-over. Anche su Facebook, dove funziona anche lo sciacallaggio.

Quante volte il calcio dell’asino…fortes indigne tuli mihi insultare : te , naturae dedecus , quod ferre cogor, certe bis videor mori ( Ho sopportato che i forti mi insultassero indegnamente: poichè sono costretto a sopportare te, indegno per natura, certamente mi sembra di morire due volte)

Ma non è solo malcostume, degenerazione della democrazia o sottocultura. C’è la malafede e l’ignoranza. Eccezioni? Prossime allo zero.

Che bel safari nel Parco del Serengeti: si avvistano…  iene maculate che ridono, gli avvoltoi capovaccai roteano e pulpano, i serpenti sibilano, i corvi gracchiano, i cucchi bubolano, le tigri ruggiscono, gli sciacalli ululano.

Esaltata, quando si fanno i salamelecchi, riverenze, smancerie e complimenti.

Scatarrata, in caso contrario. Per partito preso. A prescindere.

-Buon giorno signor sindaco. Le chiedo il permesso di partecipare alla conferenza, da clandestino, non siamo stati invitati, nonostante un sacco ed una sporta di accrediti, in nome e per conto delle ben numerose testate…abbiamo letto i giornali cartacei, che parlavano di una conferenza stampa…

Al volo risponde il vicesindaco avvocato Mimmo Marcianò: “ Non ci sono problemi, la conosciamo professore, la stampa è sempre la benvenuta!”

Sibila l’ingegnere Giuseppe Salvatore Meduri…”Fate le vostre domande. Però vi raccomando, atteniamoci all’ordine del giorno…”

Quale? Nessuna comunicazione è stata offerta ai giornalisti accreditati e nessuna velina è stata portata in conferenza. Una bella trasparenza. Come ti erudisco il pupo! Un larvato  tentativo d’ingessare od incapsulare.

Il Sindaco o chi per esso, non può farsi le domande e darsi le risposte. Ciò è pacifico.

Questo compito non spetta a lui. Sanno bene i giornalisti, quando, perché, come, dove e quali domande fare.

Questo è il ‘vero’ rispetto delle regole, strumentalmente sollecitato da Meduri.

Lui è il primo a non rispettarle. Là per esempio, dove tenta di indottrinare e catechizzare i giornalisti sul ‘come fare’ i giornalisti. Materia che non gli compete in nessun modo.

I giornalisti, detto per inciso, non vanno là per fare domande difficili o per mettere in difficoltà proprio nessuno. Ma per fare il loro lavoro, ispirati dall’ideale di giustizia e legalità.

Vanno per cercare la verità, per scoprire imbrogli ed ingiustizie, compromessi inconfessabili, abusi, interessi privati in struttura pubblica. Errori madornali. Sbagli colossali. Giornalismo d’inchiesta.

Ribadire l’esercizio dei diritti sacrosanti ed inviolabili, stabiliti per legge ma spesso, scandalosamente, spacciati per favori e concessioni benevole.

Almeno stavolta non è andato in onda il solito, stucchevole, monotono, noioso soliloquio dell’individualista.

Due giornalisti, hanno potuto fare lo straccio di una domanda. Una risposta è stata, meno che laconica. Quasi telegrafica. L’altra è stata glissata.

In assenza, di un qualsivoglia comunicato stampa, velina, comunicazione breve. Ma quando maaaaaiiiiii!?

Il Comune non è attrezzato di un ufficio stampa, di addetto stampa, portavoce, in spregio alla legge (Legge n. 150/2000. 12/01/2009).

Le notizie, vagolano e gironzolano qua e là, in libera uscita e talora diventano mine vaganti.

Chi la racconta giusta? I dipendenti comunali, che non possono affrontare il loro ritmo di vita, il tran-tran, il clichè, la routine quotidiana…tasse, mutuo casa ed automobilistico, tenore di vita, matrimonio, figli all’Università, affitto e varie ed eventuali.

Oppure la politica, anzi i politici, che non sanno più che pesci pigliare o che santo pregare; in balìa di pignoramenti, politiche sbagliate, cocciutaggine, deficit di cassa.

Quante volte è stato spiattellato in pieno consiglio comunale e sui giornali, ai quattro venti, che oltre il 50 per cento dei cittadini, non pagava la tasse?

Non raccontava bufale il dottor Enzo Russo e nemmeno Emilio Leone ed ora il nuovo ‘tribuno della plebe’ Carmelo Minniti, quando lanciavano l’allarme rosso sui conti che non quadravano; e non quadrano.

E per amor di verità, anche il leader dell’opposizione Domenico Vincenzo Vinci, durante l’amministrazione Iaria.

Purtroppo, anche il pessimo rapporto per usare un eufemismo, fra maggioranza e minoranza, ha portato questi disastri.

Una catastrofe, che viene da lontano e che non è solo economica, di cui non si vede la fine.

Una rara conferenza stampa (chiamiamola così) per smentire le voci allarmistiche diffuse dalla stampa e propalate dal passaparola, in merito al mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti; e non solo.

 L’argomento a piacere? No, ma, poco ci manca. Questo è.

Convocare la stampa additata come “nemica, avversa, ostile e maldisposta”? Un rospo necessario.

L’opinione pubblica, che si è spaccata in due tronconi fra favorevoli e contrari, mugugna, mormora, brontola, pressa, torchia e schiaccia. Non solo per le tasse salate, ingiuste e sproporzionate.

A complicare le cose il carico dei migrantes, 150 unità o duecento, salvo fluttuazione ulteriore, alloggiati in un noto villaggio turistico, alla periferia della cittadina.

Lo Stato e per esso la Prefettura, ha pagato. Che fine hanno fatto i soldini? Ci sono ancora?

Il Sindaco afferma davanti alle telecamere che tutto sia a posto e che ogni cosa, si sistemerà nel giro di qualche giorno.

Salvo altri pignoramenti, sempre possibili, visto l’enorme contenzioso.

Una conferenza stampa. In questi casi la stampa è valida e serve. L’unico modo per smentire le ‘chiacchiere’ dei giornali. Ma non sono stati i giornali, né i giornalisti a creare questo bailamme.

Tutta una serie di fatti e misfatti, eventi, avvenimenti, episodi, circostanze e vicende, di cui si sono occupate le cronache locali, nazionali ed internazionali; e che sono sotto gli occhi di tutti.

Dopo i consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose, i  sindaci arrestati per mafia, oramai a piede libero, le operazioni della DDA reggina, la scissione del rapporto con l’Ased, i ben numerosi fatti di cronaca nera, giudiziaria, politica, le lotte politiche il TAR, il Consiglio di Stato, il Tribunale ordinario e via di seguito.

Risultati immagini per Ordine nazionale dei Giornalisti

Mettersi contro la stampa, non è solo dannoso per sé e per il Comune, ma anche improduttivo e controproducente.

Pare, che entro quattro o cinque giorni gli stipendi saranno pagati.

Non ci sarà nessun ammutinamento, ma è pacifico ipotizzare clamorosi colpi di scena, se dovesse perdurare il black-out.

Se dovessero sopraggiungere altri pignoramenti. Ma gli scongiuri servono a poco o niente.

Insomma amministrazione comunale e stampa continuano a guardarsi in cagnesco. Tanto per cambiare.

Ci sono margini per una riconciliazione, riavvicinamento, rapacificazione?

Un bel dialogo fra sordi e muti. Il direttore di Television Capo Sud Channel Vincenzo Vinci, lancia un sasso nello stagno…signor sindaco, la stampa, non ha nulla contro  di lei e gli amministratori di questo Comune. Vorremmo esercitare il nostro mestiere”.

Purtroppo per lui (Vinci) e per i contribuenti-cittadini, sta abbaiando alla luna, sta dando l’erba trastulla e discutendo sul sesso degli angeli.

L’improvvisa amnesia gl’impedisce di ricordare quanti e quante volte i giornalisti, siano stati ‘cacciati’ dall’aula consiliare a male parole, inibiti, limitati, intralciati e disturbati, ma anche boicottati, se non espulsi dalle stanze del ‘Palazzo’.

Isolati e senza ricevere nessuna solidarietà né di categoria, né dai colleghi e nemmeno dalle minoranze politiche o dai partiti, associazioni e volontariato. Machissenefregaaaa!

Qualcheduno ha detto e scritto che…il giornalista è solo e non ha amici ma rivali, avversari, ostili e nemici.

Poco importava se durante pubbliche riunioni. E poco importava, se regolarmente invitati.

Libertà di stampa, ma dove, quando? Nella satrapia melitese non c’è.

Quantomeno, è un optional. Al massimo le sembianze, l’apparenza, una parvenza.

Ce n’era di più ai tempi del ‘Giornale di Calabria’ versione Mancini e ‘Gazzetta del Sud’ di Bonino e Calarco e delle testate nazionali ‘Il Tempo, Il Corriere della Sera, La Repubblica’ negli Anni Settanta ed Ottanta del XX° Secolo.

Oggi che fra agenzie di stampa, giornali cartacei locali, giornali on line, blog, radio e televisioni di Stato e privati, si arriva ad almeno dieci-dodici testate presenti sul territorio, a parte i social network coma Facebook, Twitter, Instagram, My Space, SecondLife, se non di più, è paradossalmente più difficile fare comunicazione.

Il sindaco, si smarca già al prologo: “Non c’è responsabilità politica”.

E tira fuori carte, che i giornalisti, nemmeno quelli accreditati, ovviamente non hanno ricevuto, brevi manu e nemmeno on line.

I regolamenti e lo Statuto, se ne sono sempre fregati della stampa.

Un Comune, che non prevede nessuna agevolazione per i giornali ed i giornalisti.

Nemmeno un posto dentro l’emiciclo, come accade oramai dappertutto.

Nemmeno noi, abbiamo niente contro il Sindaco e gli amministratori; non siamo contro Meduri. Lo abbiamo detto e scritto e qui lo ribadiamo.

Qualche volta abbiamo pure preso le sue difese, quando è stato definito “pregiudicato” per quel rinvio a giudizio chenon c’azzecca con la politica.

Bufale, cattiverie che non possiamo condividere. Ma questo è un altro paio di maniche.

Quando, seduto sui banchi della minoranza era osteggiato e preso per il naso.

O quando, candidato alla Provincia ed alla Regione gli è stato concesso il giusto spazio, come a tutti gli altri. Allora aveva un diverso concetto della stampa.

Non c’è nessun collegamento con la sua vicenda politica. Di errori politico-amministrativi, ne ha commessi e continua a commetterne a nostro parere, questo sì. Ma non siamo la bocca della verità.

Noi pensiamo che l’ingegnere Meduri, sia una persona perbene, onesta e pulita.

Professionista serio, affidabile e coscienzioso. Fino a prova contraria. Marito e padre di famiglia affettuoso.

Alle comunali, non lo abbiamo votato, questo è risaputo, ma non c’è acredine, nonostante qualche… contrattempo.

Il disgelo? Ci sono le condizioni per un rapporto armonico fra stampa ed istituzioni, se qualcheduno farà un passo indietro.

Comunque accettabile. Un giornalista non può limitarsi a  sfogliare il web od a gestire le veline delle segreterie politiche, sindacali o delle associazioni, enti e volontariato.

Dev’essere informato per informare. Omertà permettendo.

Il diritto all’informazione non è legato ai rapporti fra Comune e stampa.

C’è una città di quindicimila abitanti, l’indotto, l’esterno ed i Melitesi disseminati nel villaggio globale, presenti comunque su internet, su Facebook, che ha  diritto di sapere; di tutto e di più.

Libertà di stampa e diritto all’informazione, sono le due facce della stessa medaglia.

Domenico Salvatore

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