L'angolo della satira con Francesco Iachino...'Per vedere di nascosto l'effetto che fa'

14 settembre 2017    05:20

di Francesco Iachino

 

ARTE E TRADIZIONI DA PRESERVARE

 

Le "bombe d'acqua" arrivano repentine, proditorie ma chi ce le lancia(chissà chi è?) probabilmente non è a conoscenza della situazione dei nostri corsi d'acqua, così ad ogni "bomba", puntuale come lo spostamento d'aria di una vera esplosione, ecco le polemiche e gli scarica barile.

Ma la notizia che fa pensare è che da tre anni esiste un piano per la messa in sicurezza del territorio con 7,7 miliardi stanziati ma gli Enti locali hanno sonnecchiato e sonnecchiano beatamente.

Non credo sia il caso di Melito dove dicono i bene informati un progetto in questo senso per valloni e fiumare è già stato inviato agli uffici preposti con tutti i carismi burocratici di disegni, schemi, calcoli, perizie, timbri e contro timbri, firme e contro firme; ma pare anche sia stato rigettato per un piccolo eccesso: nel progetto era prevista la lucidatura a cera dei greti, ma ciò avrebbe provocato un'accelerazione eccessiva della velocità dell'acqua nella sua discesa verso valle.

Vedremo , si troverà rimedio, nel frattempo attendiamo fiduciosi la probabile "bomba" tranquilli "per vedere", come Jannacci, " di nascosto l'effetto che fa" dopo di che attacca banda con le polemiche.

Ma per fortuna noi popoli mediterranei è con l'arte e le tradizioni che diamo il meglio dice Philippe Daverio che rispetto ad altri linguaggi che comunicano epoche lontane, la pittura ha una sua immediatezza tutta particolare  e allora un bel rosso sul muro di un sottopassaggio come forte richiamo di un'epoca: qualcuno ricorda il rosso degli affreschi della villa dei misteri a Pompei?
 

I Romani in merito la sapevano lunga "Vita brevis ars longa" parola di Seneca.

E' ancora Philippe Daverio a illuminarci : il piacere e il capire sono due percorsi della conoscenza, il piacere è la contemplazione di un'opera, il capire è il paragone tra più opere; ecco sottopassaggio e villa dei misteri, fate il paragone io mi fermo qui, mi viene da ridere.

Ma ci sarebbe da piangere. E i falò? Dove li mettiamo i falò?

Struggenti ricordi del saluto all'estate finita e immaginari arrivederci alla prossima, il sole andandosene tingeva il cielo di colori mozzafiato e noi sparpagliati a cercare legna.

Al calar della sera i preparativi quanto più vicini alla battigia e poi il fuoco con la suggestione dei suoi bagliori e la risacca perfetto romantico sottofondo musicale.

Noi in cerchio si cantava le nostre canzoni: Malaga, Si è spento il sole, Il ballo del mattone, Riderà, Sapore di sale....canzoni ormai jurassiche o mai esistite per i millennials che si specchiano con un selfie dell'iPhone.

Ora i tempi sono cambiati: i ghiacciai ai poli si sciolgono; erodono la costa e i falò, tendono a bruciare verso l'interno, come s'è cominciato quest'anno ad Annà: legna secca o un capanno quel che conta è il rispetto della tradizione.

Anche qui la saggezza romana ci è di supporto con Cicerone "Consuetudo magna vis est".

Quanto aveva ragione il Professor Panuccio quando affermava che " Al fondo non si arriva mai ".

Francesco Iachino       13 settembre 2017