Il malinteso senso della Giustizia, della Legalità e delle parole / Ma il procuratore capo Federico Cafiero de Raho, non è don Chisciotte contro i mulini a vento

16 settembre  2017   16:49

Posted by Domenico Salvatore

 

A cosa stai pensando Domenico?
Ai capponi di Renzo. Se non ad un plateale tentativo di delegittimazione e destabilizzazione. Agli attacchi dapprima velati e via via smaccati contro le istituzioni ad ogni livello, dimensione e latitudine.

GIULLEMANI DAL PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA DI REGGIO CALABRIA, FEERICO CAFIERO DE RAHO!

Domenico Salvatore

L'informazione garantita dall'articolo 21 della Carta Costituzionale e dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo firmata a Parigi il 10 dicembre 1948 è una delle più grandi conquiste dell'uomo.
Si dice che i mass media siano nelle mani di pochi. Ma su internet si possono avere informazioni di ogni tipo e si può guardare la TV, leggere il giornale e ascoltare la radio.

Possiamo sapere in tempo reale, stando comodamente sdraiati sul divano delle nostre residenze che cosa succeda nei cinque continenti e possiamo anche discutere con altre persone

Possiamo sapere in tempo reale, stando comodamente sdraiati sul divano delle nostre residenze che cosa succeda nei cinque continenti e possiamo anche discutere con altre persone

L'uso improprio e l'abuso smodato sfociano spesso nel sopruso e sono connessi con l'arroganza, prepotenza e tracotanza degli spalatori del fango e della macchina del vilipendio.
Non vogliamo emulare Marco Catone il Censore, per carità ma non abbiamo mai rinunciato alla nostra opinione, come tutti sanno.
Una critica al presidente, al ministro al sottosegretario, al governatore, al sindaco, all'assessore, al procuratore? Se puede.
E' normale. Siamo in democrazia. Purtroppo avviene talora, senza voler fare di tutte le erbe un fascio, ma separando il grano dal loglio, che le istituzioni dilaniate da scontri fratricidi, si rimbecchino fra di loro, come i capponi di Renzo.
Ma non ci limiteremo a…”guardarci la partita’ comodamente distesi sul sofà. A parte. che questo becero tiro a segno non ci convinca affatto. Non imiteremo Pietro da Morrone.
Il padre Dante, ci relegherebbe nel girone degl’ignavi a correre nudi come matti, dietro un’insegna anonima, inseguiti da vespe e mosconi inferociti che punzecchiano le chiappe.
Questi dannati, durante la loro vita non hanno mai scelto od agito a favore del bene o del male, senza mai avere un’ idea propria, ma limitandosi ad adeguarsi sempre a quella del più forte.
Pietra dello scandalo, una dichiarazione del procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho , subdolamente strumentalizzata dai maneggioni e traffichini di professione.
Il pomo della discordia, rotola beffardamente su certi tavoli di benpesanti, falsi moralisti e bastian contrari, sempre pronti e disponibili a pescare nel torbido, ad arrampicarsi sugli specchi, a discutere sul sesso degli angeli, a lanciare sassi in piccionaia e gettare l’acqua sporca col bambino dentro.
Comunque portaordini di gruppi occulti di potere e di pressione di interessi trasversali, di vecchi e nuovi patti stretti all’ombra d’intrecci inconfessabili; servi del potere, schiavi del sistema.
Conosciamo fin troppo bene ed ingenerano diffidenza e sospetto, questi missili terra-aria della serie Cruise, Pershing, Patriot, Scud, Nike Zeus, lanciati ad orologeria dalle loro rampe semoventi , contro i magistrati e la magistratura.
Sin dai tempi di Sebastiano Surace, Carlo Bellinvia, Giuliano Gaeta, Rocco Lombardo, Giuseppe Tuccio. Ma poi anche di Antonio Catanese, Salvatore Boemi, Francesco Scuderi, Giuseppe Pignatone, Nicola Gratteri, Michele Prestipino Giarritta e così via.
Se non di Pasqualino Ippolito, Guido Neri, Giuseppe Verzera, Giacomo Foti, Antonio Vincenzo Lombardo, Vincenzo Pedone, Alberto Cisterna, Franco Neri, Francesco Mollace, Roberto Pennisi, Fulvio Accurso, Rocco Lombardo, Agostino Cordova, Giuseppe Viola, Domenico Ielasi, Francesco Delfino.
Non ci sorprendono questi attacchi alla magistratura ed ai giudici, né le interpellanze ed interrogazioni parlamentari o le ingerenze abilmente camuffate.
L’Ufficio diretto da Federico Cafiero De Raho, ha inferto duri colpi alla ‘ndrangheta.
Senza disturbare, Archimede, Newton, Galileo, il principio della dinamica (ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria), suggerisce che l’azione della Giustizia, di un procuratore, al di là del valore etico, della valenza morale, dia fastidio.
L’alta pressione esercitata su Palazzo di Giustizia dai potentati politico-elettorali, dalle baronie economico-finanziarie, dalle satrapie associazionistiche e di volontariato, dall’ordine degli avvocati, dai mass-media e così via è a dir poco, a s f i s s i a n t e.
Navigare a vista od a lume di naso, significa andare a sbattere contro gli scogli.
Servono la stella Polare, a cielo sereno, la bussola, il sestante, il quadrante, la carta nautica, il grafometro, lo scandaglio e gli altri strumenti di bordo come computer, gps, radar, sonar, ecoscandaglio ecc. senza guasti o black-out elettrici.
De Raho è un nocchiero navigato e non perde mai la rotta. Solo così ha messo in ginocchio il clan dei Casalesi, prima di piombare in riva allo Stretto per combattere la ‘ndrangheta e di riflesso, Cosa Nostra.
Ha provato a tornare all’ombra del Vesuvio, ma il CSM gli ha preferito Giovanni Melillo, l’ex capo di Gabinetto del ministro della Giustizia, Andrea Orlando al posto di Giovanni Colangelo andato in pensione.
E che cosa avrebbe detto mai il procuratore De Raho ‘condannato’ ipso facto per lesa maestà dallo stuolo di filologi…”Qui non si possono avere rapporti con altre persone…”.
Intanto bisogna vedere il contesto, in cui vengano pronunciate determinate parole.
In secondo luogo non ci risulta che il procuratore butti le parole a vanvera ed alla sans façon.
Federico Cafiero de Raho ha sempre pesato le parole con il bilancino del farmacista, se non con quello dell’orefice.
La cosa ci puzza lontano un miglio.
Ma non sono solo gli opportunisti, trasformisti e doppiogiochisti ad uscire allo scoperto per i loro reconditi e talora inconfessabili scopi, ovviamente.
Ci sono soprattutto i nemici dello Stato e della Giustizia ed i sostenitori della conservazione reazionaria; i finti amici della legalità, che viaggiano sempre in prima fila nei cortei silenziosi, nelle fiaccolate, nei sit-in.
Dietro le quinte sputano veleno come un serpente con gli occhiali.
Ed i fiancheggiatori della criminalità organizzata insediata sulla savana mafiosa. Un Masai Mara popolato da una fauna selvaggia ed onnivora variegata.
De Raho, continuerà ad indicare la Stella Cometa, la strada maestra, la retta via, ma è di passaggio.
La società, il popolo, la gente resta. Con i suoi problemi, le incertezze, le titubanze, i tram che si chiamano, desiderio.
Ma soprattutto con i ritardi e guasti e con il nemico di sempre della libertà, della democrazia e del cambiamento: l’omertà e lo squallido giochetto delle tre scimmiette.
ni e scopi, ovviamente.
Ci sono soprattutto i nemici dello Stato e della Giustizia ed i sostenitori della conservazione reazionaria; i finti amici della legalità, che viaggiano sempre in prima fila nei cortei silenziosi, nelle fiaccolate e nei sit-in.
Dietro le quinte sputano veleno come un serpente con gli occhiali.
Ed i fiancheggiatori della criminalità organizzata insediati sulla savana mafiosa. Un Masai Mara popolato da una fauna selvaggia ed onnivora variegata.
Il paladino della Giustizia, della Legalità e della Trasparenza De Raho, continuerà ad indicare la Stella Cometa, la strada maestra, la retta via, ma è di passaggio.
La società, il popolo, la gente resta. Con i suoi problemi, le incertezze, le titubanze, i tram che si chiamano, desiderio.
Ma soprattutto con i ritardi e guasti e con il nemico di sempre della libertà, della democrazia e del cambiamento: l’omertà e lo squallido giochetto delle tre scimmiette.

Riuscirà a scrollarsi di dosso il complesso della nanotenia psicologica, meglio noto come sindrome di Peter Pan? Quella situazione psicologica in cui si trova una persona che si rifiuta, o è incapace di crescere, di diventare adulta e di assumersi delle responsabilità.