Avvertimento come minaccia

19.06.2018   21:00 - 

Elio Cotronei release - 

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Luigi Di Maio si piazza davanti alla ruspa di Salvini e ne frena l’impeto distruttivo: "Fare un censimento dei rom è incostituzionale. Va bene occuparsi dell’immigrazione, ma prima pensiamo agli italiani che non mangiano". Per la prima volta, l’asse 5 stelle-Lega si incrina. E così getta qualche ombra sull’idillio tra i due vicepremier che, finora, mai avevano litigato. Quanto meno in pubblico. Tutta colpa dell’annuncio deflagrante fatto di buon mattino dall’irrefrenabile ministro degli interni: "Mi sto facendo preparare un dossier al Viminale sulla questione dei nomadi: dopo Maroni non si è fatto più nulla, e io voglio fare un’anagrafe. Gli stranieri irregolari andranno espulsi, quelli italiani, purtroppo, li dobbiamo tenere". Figurarsi se Matteo, scafato com’è, non sapeva che l’effetto shock era garantito: parlare di censimento su base etnica in un Paese in cui quello del 1938 sugli ebrei ha preceduto di poco le leggi razziali assicura la massima risonanza mediatica. Un’occasione, probabilmente, per farsi sentire anche al desco imbandito in Germania dalla Merkel per il premier Conte. Avere i riflettori puntati addosso per l’ennesima volta, trascinandosi dietro una vagonata di polemiche.

 

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