Autismo/La voce del silenzio, il bambino irraggiungibile

26 settembre 2017     07:18

Posted by Domenico Salvatore


 

  ARTE & CRITICA

 

Manuel Sirianni, 16 anni, studente di liceo al Classico “Galluppi” di Catanzaro. Una vita, la sua,
contrassegnata da una problematica difficile, complessa, irreversibile: la perdita del contatto con
la realtà e il conseguente isolamento in una interiorità propria . Una chiusura blindata. Quasi
sepolcrale.

L’urlo del silenzio: “Il bambino irraggiungibile”


di Maria Drosi

 

Non era muto quel silenzio. L’urlo delle sue parole, era tutto dentro; nel luogo dove,
curiosamente, il silenzio e le parole coabitano, in impenetrabile armonia.
Ma “esiste un momento in cui il silenzio inizia a raccontare”(cit).

Non importa come. Parla il silenzio di Manuel. E si racconta. Le sue parole, il suo tormento, la sua solitudine, il suo grido,
fanno eco. Errante, nei cuori e nelle menti; peregrino, nei meandri della Scienza, che , per lui,
non ha risposte definite.
Manuel Sirianni, 16 anni, studente di liceo al Classico “Galluppi” di Catanzaro. Una vita, la sua,
contrassegnata da una problematica difficile, complessa, irreversibile: la perdita del contatto con
la realtà e il conseguente isolamento in una interiorità propria . Una chiusura blindata. Quasi
sepolcrale.
La letteratura medica la definisce “autismo”, l’equivalente di “sindrome psicorganica, che
compromette l’interazione sociale”, con deficit della comunicazione verbale e non verbale.

Fu identificato dal medico psichiatra Leo Kanner, circa settant’anni fa; denominato “autismo” dallo
psichiatra Eugen Bleuler.
Da quel tempo, l’osservazione scientifica fu intensa ed incessante; tenuta costantemente alta da
studi sperimentali, di conoscenza e di approfondimento specifico.

Tanto il frugare nelle dinamiche neurologiche, per addivenire alla comprensione dei misteriosi meccanismi del cervello!
Il silenzio di Manuel è inesorabile immersione in un caos senza senso.

E’ luogo senza voce né
parole; è “mondo ripulito intorno”, in quel sentirsi “su un piano dove l’”io” non è il sé”.
“C’è un silenzio che chiede soltanto di essere ascoltato”( Romano Battaglia).

E’ quello di Manuel,che ha deciso di parlare e che vuole essere ascoltato. lo fa, ragazzo del suo tempo, utilizzando
strumenti del suo tempo. Mettendosi in gioco.

la tastiera del p.c. al servizio della sua anima , corpo e mente. Dando ragione a Lucio Moderato, docente di Psicologia della Disabilità
all’Università Cattolica di Milano, quando afferma che “la sindrome autistica riguarda tutta la
morfologia della persona, ogni aspetto del suo essere”.

Comincia così il suo viaggio, Manuel, verso “Il bambino irraggiungibile”, che è se stesso.
Accanto a lui, la famiglia e la scuola; la sua mamma e il suo papà, con il loro amore; e le sue
docenti, che hanno creduto in lui.

Edito da Bompiani, autore Manuel Sirianni, “Il bambino irraggiungibile” è già nelle librerie.
Prima presentazione, nel Salone dei Concerti del Palazzo De Nobili, attuale sede comunale della
Città di Catanzaro.

Nello stesso salone, dove, ”nel 1806, fu ricevuto, con grande sfarzo, Giuseppe
Bonaparte, allora Re di Napoli” (E. Grimaldi).
Un numeroso pubblico ha partecipato all’evento. Condotto dalla giornalista Giulia Zampini.
Significativa ed empatica, la voce dell’attore Salvatore Venuto, che ha dato lettura di numerosi
brani.
Ma autore-protagonista assoluto, è lui, Manuel, dal suo solitario silenzio e al riparo da ogni
pregiudizio.  

Ha  attraversato  la  solitudine,  e  nella  solitudine  forse  ritorna”.  
Lasciando  un  messaggio  forte:  la necessità di un radicale cambiamento  culturale nel confronto  con la disabilità e l’importanza di
porsi all’ascolto del silenzio.
Perché è nella solitudine e nel silenzio, osserva Martin Buber, che “si recupera un senso più
autentico anche nelle relazioni umane e dell’alternarsi del rapporto con la vita: una sistole e una
diastole dell’anima”.
E’ possibile la correlazione con la solitudine e il silenzio dell’uomo moderno, del cittadino
globale?
Zigmunt  Bauman scrive: ”Ognuno di noi è artista della propria vita: che lo sappia o no, che lo
voglia o no,…”.