Macrì e Gratteri, due giudici dagli occhi di aquila. Considerazioni a margine dell'arresto del latitante Bonarrigo in Olanda

21 settembre 2017    15:40

Posted by Domenico Salvatore

 

REGGIO CALABRIA - E' stato arrestato ad Amsterdam Gioacchino Bonarrigo, 33 anni, di Cinquefrondi, latitante da luglio 2011 quando evase dai domiciliari. L'uomo, ritenuto elemento di spicco della cosca Bellocco di Rosarno e con ramificazioni in Italia e all'estero, è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga ed è stato arrestato dalla polizia olandese insieme ai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria. Destinatario di mandato di arresto europeo dal 2016, deve scontare anche 2 anni e 19 giorni di reclusione per armi e ricettazione.

 

Dalla collaborazione tra i carabinieri del reparto operativo di Reggio e del Gruppo di Gioia Tauro e la polizia olandese, col raccordo del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, è emerso che il latitante, sotto false generalità, si muoveva in vari paesi europei, tra cui l'Olanda. E' stato quindi individuato in un quartiere del centro di Amsterdam e bloccato.

   Fonte Ansa

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Vincenzo Macrì e Nicola Gratteri guardiani del faro della Giustizia e della Legalità

DUE MAGISTRATI DALLA VISTA DI AQUILA

 

( In copertina Nicola Gratteri, procuratore capo della Repubblica di Catanzaro e Carlo Macrì, del primo vero pool antimafia d'Italia (quello di Locri)

Magistrati si nasce o si diventa? In ogni caso si parte dai banchi di scuola. Dalle elementari. Ma già alla media si comincia ad avere le idee chiare. Alle superiori si punta la facoltà giusta. Da avvocati si affronta il concorso per uditore giudiziario.

Tuttavia, bisogna avere due genitori attenti, vigili, rigorosi ed affiatati, che parlino una sola lingua ed abbiano un alto senso della morale e della moralità. Va da sè che i maestri, insegnanti, professori o docenti, giochino un ruolo molto importante. Altrimenti tutto va in malora.

E' da vedere quanto influisca, determini ed influenzi l'ambiente o sia relativo. La statistica ed i fatti, dimostrano che anche da una zona depressa sotto tutti i punti  di vista e ad alta densità mafiosa, possano venir fuori dei valenti magistrati.

Vincenzo Macrì (procuratore generale di Ancona) e Nicola Gratteri (Procuratore Capo della Repubblica di Catanzaro), per ciò che hanno fatto, detto ed ipotizzato, si sono rivelati due fari di Alessandria, se non colossi di Rodi.

 Vincenzo Macrì, procuratore generale di Ancona

 

Uno spartiacque o spartitraffico rispetto alla vecchia filosofia o strategia nella lotta alla mafia ed al traffico di armi e droga.Vincenzo Macrì da procuratore nazionale aggiunto aveva lanciato per primo l'allarme rosso sull'espansionismo della 'ndrangheta nella Pianura Padana.Ma la 'Piovra' calabrese in realtà pntava ai mercati europei e poi addirittura a quelli dei cinque continenti.

Purtroppo, non erano fakes news, bufale, panzane, corbellerie. I tromboni di prima repubblica, i bastian contrari e dilettanti allo sbaraglio, furono smentiti platealmente e clamorosamente.

Apriti cielo! Magistrati, suoi colleghi lo tacciarono di allarmismo infondato. Vi risparmio 'signorilettori sovrani', le interrogazioni parlamentari a ruota libera e le interpellanze alla sans façon.

Governatori, presidenti di provincia, deputati, senatori, ministri e sottosegretari, prefetti, questori, sindaci fecero fiamme e fuoco. Una santa crociata per escludere che esistesse la mafia e nel migliore dei casi e con i dovuti 'distinguo', che nelle regioni del Nord non sarebbe mai entrata; che la Padania, fosse una zona franca. Erba trastulla ed altre discussioni sul sesso degli angeli.

Per tutti gli Anni Sessanta, Settanta, Ottanta, Novanta e parte del terzo millennio, sissignori.

Scripta manent, verba volant. Sfogliare i giornali di quei tempi, prego! Per chi abbia buona memoria. Memoria minuitur nisi eam exerceas.I bastian contrari, traffichini, faccendieri e maneggioni, anche della comunicazione così detta ufficiale, si scagliarono contro il 'povero' Macrì.

Nella migliore delle ipotesi fu tacciato dai miopi (inutile mettere una lanterna in mano al cieco) di essere visionario, utopista, sognatore, illusionista ed allucinato.

Intanto la mafia, si allargava dapprima a macchia di leopardo e poi a macchia d'olio e conquistava le migliori piazze e le cattedrali dell'economia e della finanza. Quasi indisturbata.

Anche Nicola Gratteri fu osteggiato, boicottato e sabotato. Nel primo pool antimafia d'Italia con Carlo Macrì (fratello gemello di Vincenzo), Ezio Arcadi, Rocco Lombardo e valorosi sottuifficiali dei carabinieri compresi Strati, Spanò, Sframeli, Tripodi, Marino.

Il giudice "Sbarbatello" che aveva fatto il contropelo a titolati e storici mammasantissima della 'ndrangheta,a pezzi di novanta di spessore criminale. Gratteri aveva visto, occhio di lince, la palude della zona grigia, il pantano dei colletti bianchi e le sabbie mobili della borghesia mafiosa.

Disse che i capimafia, tra le cose fondamentali nella lotta al crimine organizzato, non abbandonino mai la zona, se non per poco tempo ed in casi estremi. E disse ancora, che non fossero chili di cocaina ad inondare il mercato, e nemmeno quintali, ma addirittura, tonnellate di 'polvere degli angeli'.

Ed indicò i mezzi usati dai narcos:aerei, navi, sommergibili, autotreni ecc. Si scagliò contro i trafficanti di esseri umani o boat people extracomunitari. E disse pure che i narcos avessero scaricato le altre mafie per mettersi in affari con la 'preferita' 'ndrangheta.

 

  Locri, Il giudice Carlo Macrì fu a capo del primo 'vero' pool antimafia d'Italia

 

Gratteri fu ostacolato, disturbato ed intralciato, a parte la stagione del corvo o dei veleni a palazzo di giustizia o la farsa della nomina a ministro della Giustizia, ed i 'malintesi' con il CSM, perchè aveva indicato nel miscuglio: politica, massoneria ed imprenditoria deviate e 'ndrangheta, il nemico da battere.

Ma Gratteri è anche scrittore, saggista, antropologo. I suoi capolavori, scritti a quattromani con il giornalista professore universitario Antonio Nicàso, sono diventati in poco tempo dei bast-sellers.

Un globe trotter intellettuale che rimbalza da una città all'altra, dal Nord al Sud, America, Australia ecc. Sa lui come e dove trovi le energie fisiche e mentali necessarie.

Tutto ciò dà fastidio e crea invidia e gelosia. Ma non è un mitomane, megalomane, vanitoso, come sussurrano le malelinge, pettegoli di bizolo e chiacchieroni di bettola.

Conosce la materia come pochi al mondo, questa è la pura e sacrosanta verità. Esperienza, competenza e professionalità. Ha la testa sulle spalle e materia grigia da vendere. Da una vita cammina sotto scorta, minacciato di morte spesso e volentieri.

Fu tacciato di essere un visionario, quando disse che occorresse andare all'estero per stanare e catturare i grandi latitanti; e che la 'ndrangheta mirasse ai mercati su scala mondiale.

Due magistrati mastodontici e colossali, che hanno mostrato a certi 'palloni gonfiati', se non 'dilettanti allo sbaraglio', come si faccia antimafia. Comunque hanno indicato la strada maestra da seguire nella lotta al crimine organizzato.

Senza nulla togliere ai tanti altri valenti magistrati, efficienti e funzionali, delle zone di frontiera e di prima linea, che riscuotono anche la nostra stima, per quel che valga.

 

 Il giudice Ezio Arcadi, punta di diamante del pool antimafia di Locri