VILLA ADRIANA Tivoli-Roma e MEMORIE DI ADRIANO di Yourcenar

25.05.2016 23:49

Rubrica Storia Arte Letteratura di Elio Cotronei  -    

Costruita tra il 118 e 138 d.C. da  Adriano (Publius Aelius Hadrianus) nato probabilmente ad Italica, presso Siviglia (Spagna), il 24 gennaio del 76 d.C.; adottato da Traiano, cugino del padre, gli successe nell’impero nel 117 d. C.Per realizzare  un complesso così grandioso Adriano scelse un territorio nei pressi di Tivoli, a 28 km da Roma, ai piedi dei Monti Tiburtini.

 

A Roma si conserva un altro importante monumento fatto erigere da Adriano, Castel Sant’Angelo, originariamente  destinato a tomba dell’imperatore e successivamente trasformato in fortezza dello Stato Pontificio.

La Villa comprende edifici residenziali, terme, ninfei, padiglioni, giardini ch

Straordinaria era la ricchezza della decorazione architettonica e scultorea della villa. Nel 1999 Villa Adriana è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Fu uno dei "buoni imperatori" secondo lo storico Edward Gibbon. Mantenne le conquiste di Traiano, a parte la Mesopotamia che assegnò a un sovrano vassallo. Il suo governo fu caratterizzato da tolleranza, efficienza e splendore delle arti e della filosofia. Egli stesso studiò l'ellenismo, del quale era appassionato.

Adriano era oltre che esperto di cose militari anche un grande riformatore della pubblica amministrazione. Il suo intervento sulle strutture amministrative dell'impero fu profondo e radicale, dimostrando che era parte di un piano globale: Adriano aveva una sua visione dell'impero e cercava di uniformare le singole parti al suo disegno.

Ermitage

La perduta autentica biografia di Adriano fu reinterpretata in forma di autobiografia, basata su accurati studi di fonti originali da Marguerite Yourcenar, Mémoires d'Hadrien (Memorie di Adriano) nel 1951 (New York 1954).

Immagina di fare scrivere ad Adriano una lunga lettera nella quale parla della sua vita pubblica e privata. L'imperatore si trova così a riflettere sui trionfi militari conseguiti, sul proprio amore nei confronti della poesia, della musica e della filosofia, della sua passione verso il giovanissimo amante Antinoo, giovane greco.

“È un capolavoro della letteratura questo romanzo storico della Yourcenar, pieno zeppo di riferimenti culturali al mondo antico, soprattutto greco e romano, che contiene stimoli ed inviti ad un eterno umanesimo, che contempli la tolleranza nei confronti del pensiero altrui, ma anche l'accettazione etica e stoica del destino che ci è assegnato, fosse anche l'estremo sacrificio di essere imperatore, senza trascurare l'amore in tutte le sue forme e, in definitiva, senza tralasciare di vivere. Come i grandi capolavori, "Memorie di Adriano" è un libro d'arte, di sentimento e di vita, che va assaporato ancora prima che compreso in tutti i suoi aspetti“.

"Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo". dice di sé Adriano, un personaggio così raffinatamente calato nella sua epoca, eppure così vicino al tormento di ogni uomo, di ogni tempo, nell'ìaccanita ricerca di un accordo tra felicità e logica, tra intelligenza e fato. Scrive Lidia Storoni Mazzolani.  E ancora:  ... un libro dei giorni nostri e dei giorni a venire  ... non siamo i soli a gurdare in faccia un avvenire inesorabile.

Nella villa Adriana un pannello di una singolare scultura (vedi foto), nella lingua originale, che ribadisce una continuità nella storia, un'intermittenza immortale che recupera i valori per i quali generazioni precedenti hanno lottato.

Foto Elco 1.0  - 2016