Reggio Calabria - Cala il sipario sull'Ente Provinciale. L’assessore alle Minoranze Linguistiche Mario Candido ci ha regalato la peggiore amministrazione che poteva elargirci

10.06.2016 23:03
di Filippo Violi  -  
E’ calato finalmente il sipario sull’Ente provinciale di Reggio Calabria. E’ calato il sipario sugli anni più infruttuosi dal 1999 ad oggi. L’assessore alle Minoranze Linguistiche Mario Candido ci ha regalato la peggiore amministrazione che poteva elargirci: alla sua corte si sono avvicendati improvvisati lettori, gente che si è tuffata a man bassa sui finanziamenti alla Provincia, gente venuta dal nulla e che ha creato il nulla, a spese della collettività, associazioni inesistenti, create ad hoc, nate fuori dalla logica della realtà ellenofona forgiate ad “usum delphini”, abusivi di ogni genere. Ma la cosa più evidente e più colpevole è stata l’acquiescenza, la remissività e il consenso dell’assessore provinciale, il quale, felice del solo apparire, ha riportato il mondo della grecità indietro di cinquant’anni. Si attende ora la Città Metropolitana. Non ci facciamo soverchie illusioni, ma speriamo che non tutto sia perduto! Coloro i quali dovevano essere più protetti, le minoranze linguistiche, sono stati i più abbandonati, Soldi (della collettività) spesi senza una logica o spesi male. Un mondo di abusivi si è tuffato sulla provincia. La stessa Regione Calabria ha dimenticato i propri doveri dopo il disastro Caligiuri. Siamo stati in balia di gente incapace, inefficace, impreparata, inidonea, improduttiva. Ma non staremo più zitti!
La legge di tutela delle minoranze linguistiche aveva riconosciuto e, soprattutto, si era proposta di valorizzare e difendere la lingua delle comunità ellenofone storiche italiane. Sarà dunque possibile salvare il Grecanico dalla sorte che pareva inevitabile all'estinzione? No, se avremo questi assessori provinciali e regionali!
Negli ultimi anni sono aumentate le pubblicazioni di studi sul Grecanico e la lingua si è in parte liberata dal pregiudizio negativo diffuso fra gli stessi grecanici che la voleva legata ad un mondo arretrato e misero, inadatta alla modernità. Tuttavia questo non basterà di certo a cambiarne il destino. E' possibile imprimere una svolta a questa situazione? Quale strategia, quali politiche potrebbero risultare più utili in questo senso? Quali aspetti della nuova legge si potrebbero sfruttare?
Il primo fronte per un tentativo di rivitalizzazione della lingua non può che essere la scuola. E nella scuola devono andare insegnanti di SCUOLA e preparati. Soprattutto nella scuola materna ed elementare dove la legge nazionale e quella regionale riconosce il diritto all’insegnamento.
 
Oggi ci si rivolge, invece, a qualsiasi famulo possa garantire dei voti durante le elezioni. Ma noi non dimentichiamo facilmente.di Filippo Violi
E’ calato finalmente il sipario sull’Ente provinciale di Reggio Calabria. E’ calato il sipario sugli anni più infruttuosi dal 1999 ad oggi. L’assessore alle Minoranze Linguistiche Mario Candido ci ha regalato la peggiore amministrazione che poteva elargirci: alla sua corte si sono avvicendati improvvisati lettori, gente che si è tuffata a man bassa sui finanziamenti alla Provincia, gente venuta dal nulla e che ha creato il nulla, a spese della collettività, associazioni inesistenti, create ad hoc, nate fuori dalla logica della realtà ellenofona forgiate ad “usum delphini”, abusivi di ogni genere. Ma la cosa più evidente e più colpevole è stata l’acquiescenza, la remissività e il consenso dell’assessore provinciale, il quale, felice del solo apparire, ha riportato il mondo della grecità indietro di cinquant’anni. Si attende ora la Città Metropolitana. Non ci facciamo soverchie illusioni, ma speriamo che non tutto sia perduto! Coloro i quali dovevano essere più protetti, le minoranze linguistiche, sono stati i più abbandonati, Soldi (della collettività) spesi senza una logica o spesi male. Un mondo di abusivi si è tuffato sulla provincia. La stessa Regione Calabria ha dimenticato i propri doveri dopo il disastro Caligiuri. Siamo stati in balia di gente incapace, inefficace, impreparata, inidonea, improduttiva. Ma non staremo più zitti!
La legge di tutela delle minoranze linguistiche aveva riconosciuto e, soprattutto, si era proposta di valorizzare e difendere la lingua delle comunità ellenofone storiche italiane. Sarà dunque possibile salvare il Grecanico dalla sorte che pareva inevitabile all'estinzione? No, se avremo questi assessori provinciali e regionali!
Negli ultimi anni sono aumentate le pubblicazioni di studi sul Grecanico e la lingua si è in parte liberata dal pregiudizio negativo diffuso fra gli stessi grecanici che la voleva legata ad un mondo arretrato e misero, inadatta alla modernità. Tuttavia questo non basterà di certo a cambiarne il destino. E' possibile imprimere una svolta a questa situazione? Quale strategia, quali politiche potrebbero risultare più utili in questo senso? Quali aspetti della nuova legge si potrebbero sfruttare?
Il primo fronte per un tentativo di rivitalizzazione della lingua non può che essere la scuola. E nella scuola devono andare insegnanti di SCUOLA e preparati. Soprattutto nella scuola materna ed elementare dove la legge nazionale e quella regionale riconosce il diritto all’insegnamento.
Oggi ci si rivolge, invece, a qualsiasi famulo possa garantire dei voti durante le elezioni. Ma noi non dimentichiamo facilmente.di Filippo Violi
E’ calato finalmente il sipario sull’Ente provinciale di Reggio Calabria. E’ calato il sipario sugli anni più infruttuosi dal 1999 ad oggi. L’assessore alle Minoranze Linguistiche Mario Candido ci ha regalato la peggiore amministrazione che poteva elargirci: alla sua corte si sono avvicendati improvvisati lettori, gente che si è tuffata a man bassa sui finanziamenti alla Provincia, gente venuta dal nulla e che ha creato il nulla, a spese della collettività, associazioni inesistenti, create ad hoc, nate fuori dalla logica della realtà ellenofona forgiate ad “usum delphini”, abusivi di ogni genere. Ma la cosa più evidente e più colpevole è stata l’acquiescenza, la remissività e il consenso dell’assessore provinciale, il quale, felice del solo apparire, ha riportato il mondo della grecità indietro di cinquant’anni. Si attende ora la Città Metropolitana. Non ci facciamo soverchie illusioni, ma speriamo che non tutto sia perduto! Coloro i quali dovevano essere più protetti, le minoranze linguistiche, sono stati i più abbandonati, Soldi (della collettività) spesi senza una logica o spesi male. Un mondo di abusivi si è tuffato sulla provincia. La stessa Regione Calabria ha dimenticato i propri doveri dopo il disastro Caligiuri. Siamo stati in balia di gente incapace, inefficace, impreparata, inidonea, improduttiva. Ma non staremo più zitti!
La legge di tutela delle minoranze linguistiche aveva riconosciuto e, soprattutto, si era proposta di valorizzare e difendere la lingua delle comunità ellenofone storiche italiane. Sarà dunque possibile salvare il Grecanico dalla sorte che pareva inevitabile all'estinzione? No, se avremo questi assessori provinciali e regionali!
Negli ultimi anni sono aumentate le pubblicazioni di studi sul Grecanico e la lingua si è in parte liberata dal pregiudizio negativo diffuso fra gli stessi grecanici che la voleva legata ad un mondo arretrato e misero, inadatta alla modernità. Tuttavia questo non basterà di certo a cambiarne il destino. E' possibile imprimere una svolta a questa situazione? Quale strategia, quali politiche potrebbero risultare più utili in questo senso? Quali aspetti della nuova legge si potrebbero sfruttare?
Il primo fronte per un tentativo di rivitalizzazione della lingua non può che essere la scuola. E nella scuola devono andare insegnanti di SCUOLA e preparati. Soprattutto nella scuola materna ed elementare dove la legge nazionale e quella regionale riconosce il diritto all’insegnamento.
Oggi ci si rivolge, invece, a qualsiasi famulo possa garantire dei voti durante le elezioni. Ma noi non dimentichiamo facilmente.di Filippo Violi
E’ calato finalmente il sipario sull’Ente provinciale di Reggio Calabria. E’ calato il sipario sugli anni più infruttuosi dal 1999 ad oggi. L’assessore alle Minoranze Linguistiche Mario Candido ci ha regalato la peggiore amministrazione che poteva elargirci: alla sua corte si sono avvicendati improvvisati lettori, gente che si è tuffata a man bassa sui finanziamenti alla Provincia, gente venuta dal nulla e che ha creato il nulla, a spese della collettività, associazioni inesistenti, create ad hoc, nate fuori dalla logica della realtà ellenofona forgiate ad “usum delphini”, abusivi di ogni genere. Ma la cosa più evidente e più colpevole è stata l’acquiescenza, la remissività e il consenso dell’assessore provinciale, il quale, felice del solo apparire, ha riportato il mondo della grecità indietro di cinquant’anni. Si attende ora la Città Metropolitana. Non ci facciamo soverchie illusioni, ma speriamo che non tutto sia perduto! Coloro i quali dovevano essere più protetti, le minoranze linguistiche, sono stati i più abbandonati, Soldi (della collettività) spesi senza una logica o spesi male. Un mondo di abusivi si è tuffato sulla provincia. La stessa Regione Calabria ha dimenticato i propri doveri dopo il disastro Caligiuri. Siamo stati in balia di gente incapace, inefficace, impreparata, inidonea, improduttiva. Ma non staremo più zitti!
La legge di tutela delle minoranze linguistiche aveva riconosciuto e, soprattutto, si era proposta di valorizzare e difendere la lingua delle comunità ellenofone storiche italiane. Sarà dunque possibile salvare il Grecanico dalla sorte che pareva inevitabile all'estinzione? No, se avremo questi assessori provinciali e regionali!
Negli ultimi anni sono aumentate le pubblicazioni di studi sul Grecanico e la lingua si è in parte liberata dal pregiudizio negativo diffuso fra gli stessi grecanici che la voleva legata ad un mondo arretrato e misero, inadatta alla modernità. Tuttavia questo non basterà di certo a cambiarne il destino. E' possibile imprimere una svolta a questa situazione? Quale strategia, quali politiche potrebbero risultare più utili in questo senso? Quali aspetti della nuova legge si potrebbero sfruttare?
Il primo fronte per un tentativo di rivitalizzazione della lingua non può che essere la scuola. E nella scuola devono andare insegnanti di SCUOLA e preparati. Soprattutto nella scuola materna ed elementare dove la legge nazionale e quella regionale riconosce il diritto all’insegnamento.
Oggi ci si rivolge, invece, a qualsiasi famulo possa garantire dei voti durante le elezioni. Ma noi non dimentichiamo facilmente.di Filippo Violi
E’ calato finalmente il sipario sull’Ente provinciale di Reggio Calabria. E’ calato il sipario sugli anni più infruttuosi dal 1999 ad oggi. L’assessore alle Minoranze Linguistiche Mario Candido ci ha regalato la peggiore amministrazione che poteva elargirci: alla sua corte si sono avvicendati improvvisati lettori, gente che si è tuffata a man bassa sui finanziamenti alla Provincia, gente venuta dal nulla e che ha creato il nulla, a spese della collettività, associazioni inesistenti, create ad hoc, nate fuori dalla logica della realtà ellenofona forgiate ad “usum delphini”, abusivi di ogni genere. Ma la cosa più evidente e più colpevole è stata l’acquiescenza, la remissività e il consenso dell’assessore provinciale, il quale, felice del solo apparire, ha riportato il mondo della grecità indietro di cinquant’anni. Si attende ora la Città Metropolitana. Non ci facciamo soverchie illusioni, ma speriamo che non tutto sia perduto! Coloro i quali dovevano essere più protetti, le minoranze linguistiche, sono stati i più abbandonati, Soldi (della collettività) spesi senza una logica o spesi male. Un mondo di abusivi si è tuffato sulla provincia. La stessa Regione Calabria ha dimenticato i propri doveri dopo il disastro Caligiuri. Siamo stati in balia di gente incapace, inefficace, impreparata, inidonea, improduttiva. Ma non staremo più zitti!
La legge di tutela delle minoranze linguistiche aveva riconosciuto e, soprattutto, si era proposta di valorizzare e difendere la lingua delle comunità ellenofone storiche italiane. Sarà dunque possibile salvare il Grecanico dalla sorte che pareva inevitabile all'estinzione? No, se avremo questi assessori provinciali e regionali!
Negli ultimi anni sono aumentate le pubblicazioni di studi sul Grecanico e la lingua si è in parte liberata dal pregiudizio negativo diffuso fra gli stessi grecanici che la voleva legata ad un mondo arretrato e misero, inadatta alla modernità. Tuttavia questo non basterà di certo a cambiarne il destino. E' possibile imprimere una svolta a questa situazione? Quale strategia, quali politiche potrebbero risultare più utili in questo senso? Quali aspetti della nuova legge si potrebbero sfruttare?
Il primo fronte per un tentativo di rivitalizzazione della lingua non può che essere la scuola. E nella scuola devono andare insegnanti di SCUOLA e preparati. Soprattutto nella scuola materna ed elementare dove la legge nazionale e quella regionale riconosce il diritto all’insegnamento.
Oggi ci si rivolge, invece, a qualsiasi famulo possa garantire dei voti durante le elezioni. Ma noi non dimentichiamo facilmente.